UNA NUOVA FASE DEL MIO BLOG
Cari amici, professionisti e lettori,
il mio Blog nasce dall’esperienza maturata nello studio dello Sviluppo, della Programmazione economica e della Valutazione dei progetti d’investimento.
Una parte fondamentale è dedicata all’Analisi Costi-Benefici (ACB).
Oggi desidero compiere un passo ulteriore.
Dietro ogni costo e ogni beneficio ci sono persone.
Per questo intendiamo affiancare alla preparazione tecnico-scientifica una formazione integrativa nelle discipline umane, rivolta in particolare a quanti partecipano alla preparazione, valutazione e decisione dei progetti d’investimento.
Non vogliamo sostituire l’ACB.
Vogliamo completare la competenza tecnica con una maggiore consapevolezza delle conseguenze umane delle decisioni.
COMPETENZA TECNICO-SCIENTIFICA ⇄ CONSAPEVOLEZZA UMANA
Quanto costa un progetto e quali benefici produce?
Ma anche:
Per chi?
Chi ne sostiene i costi?
Chi potrebbe rimanerne escluso?
Quali conseguenze produce sulle persone e sulla comunità?
Invito amici, professionisti, tecnici, amministratori, studiosi, giovani e tutti gli interessati a seguire questa nuova fase del Blog e a partecipare con osservazioni, critiche, esperienze e contributi.
Non cerchiamo persone necessariamente d’accordo con noi.
Cerchiamo persone disposte a ragionare con noi.
E soprattutto a rispondere insieme a una domanda:
«Considerati insieme i suoi effetti tecnici, economici, sociali e umani, questo progetto contribuisce realmente al benessere della comunità?»
PERCHÉ UNA FORMAZIONE ETICA ACCANTO ALLA FORMAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA
Premessa
La valutazione di un progetto d’investimento richiede competenze scientifiche e tecniche.
L’Analisi Costi-Benefici consente di individuare, ordinare e valutare costi, benefici, alternative e conseguenze economiche e sociali di un intervento, fornendo all’Autorità decisionale elementi razionali e verificabili sui quali fondare il proprio giudizio.
Ma la qualità degli strumenti non garantisce, da sola, la qualità del giudizio.
Gli strumenti sono utilizzati dalle persone.
I risultati sono interpretati dalle persone.
Le alternative sono confrontate dalle persone.
Il giudizio finale è formulato dalle persone.
Da qui nasce la necessità di una seconda formazione.
Non alternativa alla preparazione tecnico-scientifica.
Non sovrapposta ad essa.
Ma destinata a operare permanentemente insieme ad essa:
LA FORMAZIONE ETICA E UMANA DEL VALUTATORE.
Perché è necessaria
Un progetto può risultare tecnicamente valido e tuttavia porre interrogativi che nessun indicatore, considerato isolatamente, può risolvere.
Chi riceverà realmente i benefici?
Chi ne sopporterà i costi?
Sono state considerate anche le persone più fragili?
Una parte della comunità rischia di essere esclusa?
Gli effetti favorevoli per alcuni possono produrre conseguenze negative per altri?
Le generazioni future riceveranno benefici oppure erediteranno costi?
Esiste un’alternativa capace di produrre risultati migliori per la comunità?
Queste domande non devono essere poste soltanto dopo che l’analisi tecnica è terminata.
Devono accompagnarla.
Un solo processo di valutazione
La formazione etica non deve creare un secondo giudizio separato dal primo.
L’obiettivo è esattamente il contrario.
Occorre preparare persone capaci di sviluppare un unico ragionamento a due dimensioni:
TECNICO-SCIENTIFICA ⇄ UMANA ED ETICA
La prima dimensione domanda:
«Quali effetti produce il progetto e quale convenienza presenta?»
La seconda domanda contemporaneamente:
«Su quali persone ricadono quegli effetti e quale contributo apportano realmente al loro benessere e a quello della comunità?»
Le risposte devono continuamente confrontarsi.
Un risultato tecnico può generare una domanda umana.
Una domanda umana può richiedere una nuova verifica tecnica.
La nuova verifica può modificare il progetto, suggerire un’alternativa o richiedere ulteriori approfondimenti.
Il processo continua fino alla formazione di un giudizio sufficientemente completo.
Non due gruppi che si passano il progetto
Non si vuole costruire un sistema nel quale il tecnico economico termina il proprio lavoro e consegna successivamente il progetto all’esperto della componente umana.
Occorre invece una équipe integrata.
Le diverse professionalità mantengono le rispettive competenze e responsabilità, ma devono possedere una base culturale comune che consenta loro di comprendersi, interrogarsi e verificarsi reciprocamente.
Non si chiede all’economista di diventare sociologo, né al sociologo di diventare economista.
Si chiede a entrambi di comprendere che nessuna delle rispettive conoscenze, isolatamente considerata, esaurisce la realtà sulla quale si sta decidendo.
Che cosa occorre predisporre prima
Perché questa integrazione non rimanga una dichiarazione di principio, la formazione deve precedere l’esame dei progetti.
Occorrono almeno quattro condizioni.
1. Una Carta comune
Tutti i componenti dell’équipe devono condividere alcuni principi fondamentali: dignità della persona, uguaglianza, rispetto delle diversità, attenzione alle fragilità, responsabilità, indipendenza del giudizio, fiducia, collaborazione e perseguimento del benessere sociale.
2. Una formazione incrociata
I tecnici della valutazione economica devono acquisire gli elementi indispensabili per comprendere la dimensione umana delle proprie valutazioni.
Gli specialisti delle discipline umane e sociali devono conoscere i principi essenziali della logica economica e dell’Analisi Costi-Benefici.
Non per confondere le professionalità, ma per renderle capaci di dialogare.
3. Un’esercitazione comune
Prima di affrontare progetti reali, l’équipe deve sperimentare il metodo su casi concreti.
Ogni conclusione tecnica deve poter essere interrogata sotto il profilo umano e ogni esigenza umana deve poter essere sottoposta, quando possibile, a verifica tecnica.
È attraverso questo esercizio che si forma progressivamente una comune mentalità valutativa.
4. Una verifica dell’idoneità
La preparazione non dovrebbe concludersi soltanto con l’apprendimento teorico.
Occorre verificare, attraverso un caso concreto, se l’équipe sia effettivamente capace di formulare un giudizio nel quale le due dimensioni siano state integrate.
La responsabilità rimane riconoscibile
Integrare le conoscenze non significa confondere le responsabilità.
Ogni professionista continua a rispondere scientificamente delle valutazioni appartenenti alla propria competenza.
Il confronto reciproco serve ad ampliare la conoscenza, non a consentire che una disciplina invada arbitrariamente il campo dell’altra.
Anche l’Autorità decisionale conserva integralmente la propria responsabilità.
L’équipe prepara e valuta.
L’Autorità decide.
Ma la decisione potrà essere assunta disponendo di una conoscenza più completa delle conseguenze tecniche, economiche, sociali e umane dell’investimento.
LA RAGIONE DEL NOSTRO SFORZO
Perché, dunque, chiedere a professionisti già qualificati un ulteriore impegno formativo?
Perché essere tecnicamente preparati non significa automaticamente essere preparati a comprendere l’intera conseguenza umana di una decisione.
E, allo stesso modo, possedere sensibilità umana e principi etici non basta per stabilire razionalmente se un investimento utilizzi bene le risorse disponibili.
Occorrono entrambe le capacità.
Non vogliamo sostituire la scienza con l’etica.
Non vogliamo subordinare l’etica al calcolo economico.
Vogliamo preparare persone capaci di far dialogare permanentemente conoscenza scientifica e coscienza umana.
Il risultato che vogliamo ottenere
Il risultato finale della valutazione non dovrà quindi rispondere soltanto alla domanda:
«Questo progetto è tecnicamente ed economicamente conveniente?»
Dovrà consentire di rispondere a una domanda più completa:
«Considerati insieme i suoi effetti tecnici, economici, sociali e umani, questo progetto contribuisce realmente al benessere della comunità?»
Soltanto allora l’Autorità decisionale disporrà delle condizioni conoscitive necessarie per decidere se:
APPROVARE – MODIFICARE – PREFERIRE UN’ALTERNATIVA – RIGETTARE.
La formazione etica trova qui la propria ragione.
Non serve a rendere morale una formula matematica.
Serve a preparare meglio le persone che devono utilizzare quella formula, interpretarne i risultati e concorrere alla formazione di decisioni destinate a incidere sulla vita degli altri.
In questo senso la formazione tecnico-scientifica e la formazione etico-umana non rappresentano due percorsi concorrenti.
SONO DUE DIMENSIONI DELLA STESSA RESPONSABILITÀ: DECIDERE CONSAPEVOLMENTE PER LO SVILUPPO E IL BENESSERE SOCIALE.
