Se sei qui, non basta leggere. E non basta capire. Perché il problema non è chi sbaglia; è chi guarda, capisce e non fa nulla.
Da anni si vedono gli stessi errori: progetti fragili, decisioni vuote, risorse disperse.
Non sono incidenti. Sono abitudini. E le abitudini resistono perché convengono. Anche a chi le critica.
Si parla, si commenta, si condivide. Ma quando si tratta di entrare nel merito, quasi tutti si fermano. Troppo complicato. Troppo scomodo. Troppo impegnativo.
E così si lascia decidere ad altri. Poi si protesta. Troppo tardi. Questa non è passività. È delega senza controllo.
IL METODO “MODELLO SAVASTANO® “nasce per combattere questa attitudine
L’architettura del Metodo Savastano® è stata ideata al fine di rendere utilizzabile, in condizioni reali di lavoro, uno strumento rigoroso di valutazione socio-economica.
In Italia, l’Analisi Costi-Benefici è rimasta a lungo confinata in manuali specialistici, linee guida sparse e documenti tecnici poco collegati al lavoro quotidiano di chi programma, progetta e decide. Il Metodo si colloca in questo spazio: costruisce una struttura logica unitaria che mette in relazione operatività, formazione e divulgazione, senza sovrapporsi agli strumenti esistenti ma ordinandoli in una cornice coerente.
Non si tratta soltanto di una piattaforma informatica, né di un manuale per addetti ai lavori. Il Metodo è concepito come un sistema aperto, capace di adattarsi a contesti diversi: un Comune, una Regione, un Ministero, un ente pubblico o privato, una fondazione, un’agenzia di sviluppo. I settori cambiano – infrastrutture, politiche sociali, ambiente, sanità, formazione, digitale, cultura – ma la logica resta la stessa: la qualità di un investimento si misura in relazione al problema che si vuole affrontare, al contesto, alle alternative possibili e ai benefici reali per la collettività.
Il tratto distintivo dell’architettura è la sua coerenza interna. Il Metodo non è un elenco di strumenti affiancati, ma un ecosistema in cui ogni elemento ha una funzione precisa e dialoga con gli altri. Alla base vi è l’intreccio di tre funzioni che definiscono l’intero ciclo decisionale: Conoscere, Agire, Saper Agire.
Conoscere, significa ricostruire il problema prima di proporre soluzioni. In questa fase si raccolgono i dati, si descrive il contesto economico e sociale, si definiscono obiettivi e vincoli, si chiarisce il punto di partenza reale. Nella prassi amministrativa italiana, spesso si segue il percorso opposto: si parte dal progetto disponibile o dalla risorsa finanziaria attivabile e solo in un secondo momento ci si interroga sul problema da risolvere. Il Metodo rovescia questo ordine: prima la realtà, poi il progetto.
Agire, vuol dire trasformare le intenzioni in proposte verificabili. Non si tratta di scegliere “a sensazione”, ma di costruire progetti fondati su scenari realistici, analisi dei rischi, effetti marginali, stime di costi e benefici coerenti con la teoria economica e con i manuali internazionali ad hoc. In questa prospettiva un progetto esiste davvero solo se è misurabile, e una decisione è tale solo se può essere confrontata con alternative concrete.
Saper Agire, riguarda la capacità di tradurre le valutazioni in decisioni e le decisioni in risultati. Qui rientrano la governance, il monitoraggio, la verifica degli impatti nel tempo, la ripartizione delle responsabilità tra istituzioni. È il punto nel quale, storicamente, il sistema italiano si è mostrato più fragile: i progetti vengono avviati, ma spesso non si verifica in modo sistematico che cosa producano. Il Metodo propone un ciclo continuo di responsabilità tecnica, politica e amministrativa, nel quale ogni fase lascia tracce verificabili.
Queste tre funzioni non corrispondono a capitoli separati, ma a processi intrecciati che percorrono l’intera architettura.
Il Metodo Savastano® “non si presenta come una soluzione miracolistica, ma come un linguaggio e un insieme di strumenti che permettono di applicare con maggior rigore una metodologia riconosciuta a livello internazionale scientificamente la più attendibile..
La sua funzione è ordinare, rendere trasparente e verificabile il percorso che va dal problema alla decisione e dalla decisione agli effetti prodotti sulla collettività.
