VALUTARE PRIMA DI DECIDERE
PRESENTAZIONE DELL’OSSERVATORIO
Come già anticipato nella pagina “Perché questo Blog?”, l’Osservatorio dello Sviluppo è uno strumento di conoscenza messo a disposizione dal Modello Savastano®.
Si rivolge a tutti i cittadini interessati, ma in particolare ai tecnici economici e finanziari che preparano e valutano i progetti d’investimento e alle Autorità pubbliche e private chiamate a prendere le decisioni.
Il suo scopo è semplice: contribuire a comprendere, prima di decidere e prima di spendere le risorse, se una politica di sviluppo, un programma o un progetto d’investimento pubblico o privato siano capaci di produrre risultati positivi.
In termini tecnici, significa verificare se l’investimento sia in grado di creare valore sotto due aspetti fondamentali: per chi investe, attraverso un’adeguata redditività finanziaria; per la collettività, attraverso benefici economici e sociali superiori ai costi che essa deve sostenere.
Sono due valutazioni diverse, entrambe importanti, che l’Analisi Costi-Benefici consente di approfondire.
PERCHÉ LEGGERE L’OSSERVATORIO
Il Modello Savastano® invita i visitatori a leggere e approfondire i temi presentati nelle diverse sezioni dell’Osservatorio: Editoriale, Stampa italiana, Stampa estera, Progetti italiani, Progetti esteri e Varie.
L’Osservatorio è infatti una pubblicazione periodica che seleziona e commenta casi italiani e internazionali riguardanti investimenti, progettualità e sviluppo.
Non si limita a riferire quanto denaro viene investito o quale opera viene annunciata. Cerca di porre una domanda ulteriore: quali risultati produrrà realmente quell’investimento?
L’esame continuativo di casi diversi può diventare una vera e propria ginnastica del ragionamento: abitua progressivamente il lettore a non fermarsi all’annuncio, alla dimensione finanziaria dell’investimento o alle dichiarazioni di chi lo propone, ma a domandarsi quali conseguenze concrete esso potrà produrre.
Il visitatore sarà così incoraggiato a chiedersi: come vengono realizzati concretamente gli investimenti in Italia e all’estero? Le risorse disponibili vengono utilizzate bene oppure male? Sono destinate a Progetti buoni oppure a Progetti cattivi? E soprattutto: quali conseguenze economiche e sociali produrranno nel tempo quelle decisioni sulla vita dei cittadini e sul futuro dei territori e degli Stati?
L’Osservatorio non pretende di sostituire una completa Analisi Costi-Benefici dei singoli progetti esaminati quando non dispone di tutti i dati necessari. Vuole invece insegnare a porre le domande giuste prima di formulare un giudizio.
IL PROGETTO È BUONO O È CATTIVO?
La domanda è volutamente semplice.
Quando sentiamo parlare di una nuova strada, di un ospedale, di una scuola, di uno stabilimento, di una ferrovia o di qualsiasi altro investimento, spesso ci vengono comunicate soprattutto due cose: quanto costa e quanto denaro è stato messo a disposizione.
Ma questo non basta. La vera domanda dovrebbe essere: vale la pena spendere quel denaro per realizzare quel progetto?
Per rispondere dobbiamo capire, prima di tutto, che cosa il progetto ci darà in cambio delle risorse utilizzate.
QUANDO UN PROGETTO È BUONO?
In parole semplici, un progetto è BUONO quando i risultati positivi che produce giustificano i sacrifici e le risorse necessari per realizzarlo.
Ma bisogna guardarlo da due punti di vista.
Il primo riguarda chi mette il proprio denaro nel progetto. Se, dopo aver sostenuto tutte le spese, l’investimento produce un adeguato ritorno economico per chi lo ha realizzato, diciamo che il progetto è finanziariamente conveniente.
Il secondo punto di vista riguarda invece tutti noi, cioè la collettività.
Una strada, per esempio, può ridurre i tempi di viaggio, diminuire gli incidenti, facilitare il lavoro delle imprese e rendere più accessibili scuole e ospedali. Questi vantaggi non entrano necessariamente nelle tasche di chi ha costruito la strada, ma rappresentano comunque benefici per la collettività.
Se, considerando insieme vantaggi e svantaggi, i benefici per la collettività giustificano i costi sostenuti, il progetto è economicamente e socialmente conveniente.
Ecco perché le due valutazioni non devono essere confuse. Un progetto può essere conveniente per chi investe e non esserlo per la collettività. Oppure può essere poco conveniente per un privato ma molto importante per la società. Può essere conveniente per entrambi. E può anche non convenire a nessuno.
QUANDO UN PROGETTO È CATTIVO?
Un progetto è CATTIVO quando utilizza risorse senza produrre risultati sufficienti a giustificarne il costo.
E il danno può non finire con i soldi spesi per costruirlo. Un’opera sbagliata può continuare a richiedere denaro per funzionare, essere mantenuta o riparata. Può quindi consumare altre risorse che avrebbero potuto essere utilizzate per realizzare qualcosa di più utile.
Se errori di questo genere si ripetono nelle imprese private, possono provocare perdite, crisi aziendali e riduzione dell’occupazione.
Se si ripetono nel settore pubblico, a pagare sono i cittadini: attraverso risorse pubbliche sprecate, maggiori spese future e, quando occorre ricorrere a nuovo debito, anche attraverso un possibile aumento dell’indebitamento pubblico.
PERCHÉ VALUTARE PRIMA?
Per una ragione molto semplice: prima di costruire possiamo ancora scegliere. Dopo aver costruito, il denaro è già stato speso.
L’Analisi Costi-Benefici serve proprio a questo: cercare di capire prima se stiamo per realizzare un PROGETTO BUONO oppure un PROGETTO CATTIVO.
L’Osservatorio dello Sviluppo seleziona fatti, programmi e progetti di particolare interesse per comprenderne non soltanto la dimensione finanziaria, ma soprattutto le possibili conseguenze economiche, sociali e territoriali.
Le notizie vengono approfondite nelle rispettive sezioni: Stampa italiana, Stampa estera, Progetti italiani, Progetti esteri e Varie.
L’Osservatorio non pretende di essere un’analisi tecnica ma vuole segnalare le domande che dovrebbero precedere ogni decisione importante: quali benefici produrrà l’intervento, quali costi comporterà, chi ne beneficerà, chi ne sosterrà gli oneri e quali alternative potrebbero conseguire risultati migliori?
AVVISO AI LETTORI
La struttura dell’Osservatorio dello Sviluppo rimarrà sostanzialmente stabile nel tempo.
Ciò che cambierà saranno invece i contenuti delle diverse sezioni — Stampa italiana, Stampa estera, Progetti italiani, Progetti esteri e Varie — che verranno periodicamente aggiornati con nuovi argomenti e nuovi casi di interesse.
L’Osservatorio potrà inoltre ampliare progressivamente il livello di approfondimento dei singoli temi, anche in relazione all’interesse manifestato dai lettori e alle loro richieste.
In questo modo ciascun visitatore potrà scegliere il livello di conoscenza più adatto alle proprie esigenze: dalla semplice lettura e comprensione del problema fino a un esame più approfondito dei suoi aspetti economici, finanziari e socio-economici.
L’obiettivo rimarrà sempre lo stesso: rendere progressivamente il lettore più informato, più consapevole e maggiormente capace di formulare un proprio giudizio prima che le decisioni vengano assunte.
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Alberto Savastano
Esperto dello Sviluppo
