Chi frequenta questo Blog noterà sin dall’inizio una scelta editoriale precisa: una pluralità di contributi, casi, esempi, riflessioni e commenti che si susseguono con ritmo intenso e che convergono attorno a un unico asse metodologico: l’Analisi Costi-Benefici (ACB).
Questa impostazione non è casuale né estemporanea. È una scelta consapevole.
L’Italia, a differenza di altri Paesi europei e occidentali, non ha mai ricevuto una vera educazione culturale e metodologica all’Analisi Costi-Benefici. Al di là di un tentativo limitato e poi abbandonato nei primi anni Ottanta, il nostro Paese non ha mai adottato l’ACB come strumento ordinario di selezione delle decisioni pubbliche, private e degli investimenti dell’economia reale.
Le ragioni di questa assenza non sono tecniche. Sono storiche, culturali e politiche. Per decenni, la politica ha preferito interpretare ideologicamente le regole dello sviluppo, anziché assumere come riferimento naturale la cultura economica, l’innovazione metodologica e gli strumenti di valutazione propri dell’Economia dello Sviluppo. In particolare, sono state sistematicamente rimosse o banalizzate le implicazioni della rivoluzione marginalista, da cui discende l’Analisi Costi-Benefici come criterio razionale di confronto tra alternative.
Le conseguenze sono note e misurabili:
- investimenti avviati senza valutazione comparata,
- progetti selezionati per convenienza politica e non per utilità sociale,
- dispersione di risorse pubbliche,
- difficoltà croniche nel generare valore aggiunto reale,
- crescita debole e discontinua,
- aumento strutturale del debito pubblico.
Questo Blog nasce per colmare una lacuna culturale, non per inseguire l’attualità in modo episodico. La scelta di far “cadere a raggiera” molti temi, casi e riflessioni sull’Analisi Costi-Benefici risponde a un’esigenza precisa: ricostruire in tempi rapidi un quadro metodologico che in Italia è mancato per decenni.
L’obiettivo non è parlare a una cerchia ristretta di specialisti. È rivolgersi a tutti i cittadini, competenti e non competenti, nella convinzione che uno Stato funziona solo quando le persone comprendono i criteri con cui vengono prese le decisioni che incidono sul loro benessere presente e futuro.
L’Analisi Costi-Benefici non è un vincolo burocratico né un esercizio accademico. È lo strumento che consente di rispondere a una domanda semplice e decisiva: conviene davvero? Conviene ai cittadini, ai territori, alla collettività. Senza il suo impiego sistematico e generalizzato, l’Italia difficilmente potrà recuperare credibilità culturale e civile e avviarsi verso un autentico cambiamento dello sviluppo.
Questo Blog intende contribuire a questo percorso:
- non con slogan,
non con polemiche,
non con narrazioni consolatorie,
ma con metodo, esempi, criteri e responsabilità.
Chi lo frequenta è invitato a considerarlo per ciò che è: un laboratorio culturale, non un contenitore di opinioni. Un luogo in cui il confronto è aperto, ma il rigore non è negoziabile. Perché lo sviluppo non nasce dalle intenzioni, ma dalla qualità delle scelte. E la qualità delle scelte nasce sempre da un metodo.
