Se sei qui, non basta leggere. E non basta capire. Perché il problema non è chi sbaglia; è chi guarda, capisce… e non fa nulla.
Da anni si vedono gli stessi errori: progetti fragili, decisioni vuote, risorse disperse.
Non sono incidenti. Sono abitudini. E le abitudini resistono perché convengono. Anche a chi le critica.
Si parla, si commenta, si condivide. Ma quando si tratta di entrare nel merito, quasi tutti si fermano. Troppo complicato. Troppo scomodo. Troppo impegnativo.
E così si lascia decidere ad altri. Poi si protesta. Troppo tardi. Questa non è passività. È delega senza controllo.
IL METODO “MODELLO SAVASTANO® “nasce per combattere questa attitudine con la predisposizione di una vera e propria Strategia finalizzata al trasferimento della conoscenza attraverso azioni e strumenti efficaci qual il Blog, la pubblicazione della Dissertazione sull’Analisi Costi/Benefici e la realizzazione della Piattaforma informatica web “Modello Savastano”.
Il tutto finalizzato alla diffusione, introduzione e applicazione pratica e generalizzata della cultura della progettualità e dello sviluppo centrata sulle Metodologie dello sviluppo: la Programmazione per progetti e l’Analisi Costi/Benefici.
ARCHITETTURA DEL “MODELLO SAVASTANO®”
L’architettura del Modello Savastano® è stata ideata al fine di rendere utilizzabile, in condizioni reali di lavoro, un metodo rigoroso di valutazione socio-economica. In Italia, l’Analisi Costi-Benefici è rimasta a lungo confinata in manuali specialistici, linee guida sparse e documenti tecnici poco collegati al lavoro quotidiano di chi programma, progetta e decide. Il Modello si colloca in questo spazio: costruisce una struttura logica unitaria che mette in relazione metodo, operatività, formazione e divulgazione, senza sovrapporsi agli strumenti esistenti ma ordinandoli in una cornice coerente.
Non si tratta soltanto di una piattaforma informatica, né di un manuale per addetti ai lavori. Il Modello è concepito come un sistema aperto, capace di adattarsi a contesti diversi: un Comune, una Regione, un Ministero, un ente pubblico o privato, una fondazione, un’agenzia di sviluppo. I settori cambiano – infrastrutture, politiche sociali, ambiente, sanità, formazione, digitale, cultura – ma la logica resta la stessa: la qualità di un investimento si misura in relazione al problema che si vuole affrontare, al contesto, alle alternative possibili e ai benefici reali per la collettività.
Il tratto distintivo dell’architettura è la sua coerenza interna. Il Modello non è un elenco di strumenti affiancati, ma un ecosistema in cui ogni elemento ha una funzione precisa e dialoga con gli altri. Alla base vi è l’intreccio di tre funzioni che definiscono l’intero ciclo decisionale: Conoscere, Agire, Saper Agire.
Conoscere significa ricostruire il problema prima di proporre soluzioni. In questa fase si raccolgono i dati, si descrive il contesto economico e sociale, si definiscono obiettivi e vincoli, si chiarisce il punto di partenza reale. Nella prassi amministrativa italiana, spesso si segue il percorso opposto: si parte dal progetto disponibile o dalla risorsa finanziaria attivabile e solo in un secondo momento ci si interroga sul problema da risolvere. Il Modello rovescia questo ordine: prima la realtà, poi il progetto.
Agire vuol dire trasformare le intenzioni in proposte verificabili. Non si tratta di scegliere “a sensazione”, ma di costruire progetti fondati su scenari realistici, analisi dei rischi, effetti marginali, stime di costi e benefici coerenti con la teoria economica e con i manuali internazionali ad hoc. In questa prospettiva un progetto esiste davvero solo se è misurabile, e una decisione è tale solo se può essere confrontata con alternative concrete.
Saper Agire riguarda la capacità di tradurre le valutazioni in decisioni e le decisioni in risultati. Qui rientrano la governance, il monitoraggio, la verifica degli impatti nel tempo, la ripartizione delle responsabilità tra istituzioni. È il punto nel quale, storicamente, il sistema italiano si è mostrato più fragile: i progetti vengono avviati, ma spesso non si verifica in modo sistematico che cosa producano. Il Modello propone un ciclo continuo di responsabilità tecnica, politica e amministrativa, nel quale ogni fase lascia tracce verificabili.
Queste tre funzioni non corrispondono a capitoli separati, ma a processi intrecciati che percorrono l’intera architettura. Su questo intreccio si innestano tre componenti organizzative: la Strategia, la Piattaforma, il Blog: i fondamentali del METODO “MODELLO SAVASTANO”
La Strategia rappresenta il nucleo metodologico del Metodo. Raccoglie i principi economici e tecnici derivati dalla tradizione marginalista e dalla letteratura internazionale sull’Analisi Costi-Benefici: distinzione tra redditività privata e benessere sociale, attenzione agli impatti marginali, centralità degli scenari, ruolo dei rischi, ricostruzione dei costi e benefici reali oltre i soli dati contabili. Non è un manuale in senso stretto, ma una cornice mentale che orienta il modo di ragionare, limita le scorciatoie e riduce il rischio di interpretazioni distorte. Senza questa struttura di riferimento, il Modello perderebbe la propria coerenza.
La Piattaforma web costituisce il livello operativo. È progettata per applicare in modo sistematico la Strategia, guidando l’utente passo dopo passo e riducendo la possibilità di errori, omissioni o forzature. Non è un foglio di calcolo evoluto, ma un sistema che organizza l’intero processo valutativo: definizione del problema, analisi del contesto, costruzione dello scenario di base, individuazione delle alternative, stima degli impatti, valutazione dei benefici, verifica della sostenibilità finanziaria, confronto tra le opzioni.
Il Blog rappresenta la dimensione culturale. Non produce valutazioni, non sostituisce Strategia e Piattaforma, ma lavora su un altro piano: la costruzione di un linguaggio chiaro e condivisibile sul tema dello sviluppo. Colma il divario tra tecnicismi spesso incomprensibili e slogan politici privi di contenuto. In questo spazio trovano posto analisi, esempi, casi reali, spiegazioni accessibili di concetti complessi, riflessioni sulla responsabilità pubblica e sulle scelte di investimento. È lo strumento che collega il metodo al dibattito pubblico, aiutando amministratori, tecnici e cittadini a leggere le decisioni in termini di effetti e non solo di spesa.
In questo modo, un’unica architettura tiene insieme tre dimensioni complementari. La Strategia offre la logica, la Piattaforma la rende operativa, il Blog ne sostiene la comprensione sociale.
Il Metodo “Modello Savastano® “non si presenta come una soluzione miracolistica, ma come un linguaggio e un insieme di strumenti che permettono di applicare con maggior rigore un metodo già riconosciuto a livello internazionale. La sua funzione è ordinare, rendere trasparente e verificabile il percorso che va dal problema alla decisione, e dalla decisione agli effetti prodotti sulla collettività.
